Alex Farquharson

Farquharson è direttore di Nottingham Contemporary dall’aprile 2007. Nottingham Contemporary aprirà nel 2009, in un eccezionale edificio nel centro di Nottingham progettato da Caruso St John, diventando così uno dei centri per l’arte contemporanea più grandi del Regno Unito. Nottingham Contemporary ha dato corso ad un ambizioso programma pre-apertura dal titolo ‘Histories of the Present’ fatto di mostre, progetti, dibattiti e proiezioni, andato avanti per tutto il 2008 e sviluppato in 5 capitoli, curati sia internamente che con l’intervento di guest curators. Farquharson all’interno di questo programma ha curato personalmente: The beautiful pale face is my fate (for Lord Byron) presso Newstead Abbey, casa natale di Byron – presentando il lavoro di otto artisti – e The Impossible Prison, una mostra sul tema della prigione e il potere – basata sul pensiero di Michel Foucault – con sedici artisti internazionali , nella stazione di polizia abbandonata del centro cittadino. Entrambe le mostre sono state accompagnate da ampi programmi pubblici e da progetti editoriali.

Precedentemente a questo incarico Farquharson è stato critico e curatore indipendente con base a Londra dal 2000. Le sue mostre e progetti più recenti come curatore indipendente includono: British Art Show 6, con cinquanta artisti e collettivi, metà dei quali nati all’estero, co-curata con Andrea Schlieker, organizzata dalla Hayward Gallery, ed allestita al Baltic, a Gateshead per poi passare da Manchester, Nottingham e Bristol (2005-2006); Le Voyage Interieur: Paris-London, co-curata con Alexis Vaillant all’Espace Electra (2005-2006), che prendeva in considerazione l’eredità delle poetiche e delle politiche fin-de-siecle del Novecento attraverso il lavoro di 23 artisti inglesi e francesi, il tutto all’interno di un elaborato trattamento multisensoriale dello spazio; e Brian Wilson: an Art Book, pubblicato da Four Corners Books, Londra, che combinava un’antologia di saggi commissionati a dieci artisti e critici con un museo immaginario di lavori di 26 artisti. Questo progetto ebbe la sua evoluzione in una mostra chiamata If Everybody had a Ocean, presso la Tate St Ives nel 2007 e, in forma maggiore, al CAPC Musee d’Art Contemporain Bourdeaux 2007-08. Ha curato inoltre tre residenze con relative mostre presso ArtPace a San Antonio nell’autunno 2007: Matthew Buckingham, Chris Evans, Alex Rubio.

Fino al 2007 Alex Farquaharson è stato Tutor e Reasearch Fellow per l’MA in Curating Contemporary Art al Royal College of Art di Londra, dove ha anche insegnato per sei anni con dei seminari a cadenza settimanale sulle sperimentazioni espositive. I suoi scritti sull’arte e sulla curatela sono apparsi su varie riviste specializzate come Frieze, Art Monthly e Artforum, e su cataloghi di mostre ed altre pubblicazioni (Klaus Weber per Secession, Sean Landers per la Kunsthalle di Zurigo e Richard Write per la Dundee Contemporary Arts). È anche co-autore di Isa Genzken, Phaidon, 2006.

Precedentemente all’esperienza di curatore freelance, è stato direttore delle esposizioni a Spacex, Exeter, in Inghilterra, dal 1994 al 1999, e al Centro per le Arti Visive di Cardiff, in Galles, dal 1999 al 2000, dove ha curato e organizzato quaranta mostre tra personali e collettive.

Interessi ricorrenti nel suo lavoro sono le convergenze tra arte e politica, la cultura d’avanguardia e quella popolare, il passato ed il presente. Ha interessi legati all’espansione del format ortodosso della mostra verso la sperimentazione sulla stessa sia a livello progettuale che sul formato interdisciplinare, così come verso i vari e specifici aspetti dela cultura materiale. È inoltre interessato nell’etereogenità del rapporto pubblico/partecipante che queste strategie sono in grado di generare. Alex Farquharson concorda con l’idea di Robert Filliou quando dice che l’arte è ciò che rende la vita più interessante dell’arte.

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