Is the Show a Space of Dialogue ?
-> 25 gennaio 2006 – NABA
Con Anton Vidokle, Viktor Misiano, Charles Esche
Nei decenni scorsi la mostra si è spesso costituita come spazio visivo assoluto, nel quale a prevalere era il momento espositivo dell’opera. Indipendente dal fatto che si proponesse un video, una performance o un’installazione, quello che veniva sottolineato all’interno del suo percorso era la capacità di comunicarne visivamente i contenuti.
Ma negli ultimi anni lo spazio della mostra è cambiato e ha iniziato ad essere pensato sempre più come uno spazio flessibile, nel quale l’artista raccoglie le proprie idee, immagini e riflessioni, divenendo più simile a un luogo di discussione nel quale produrre modelli di relazione, piuttosto che essere una raccolta di rappresentazioni visive definitive. E cioè uno spazio dove la dimensione visiva dell’opera appare sovrana, ma si è trasformato in uno spazio di mediazione e di ri-negoziazione del rapporto tra l’arte e il mondo. Si tratta forse di uno spazio più democratico, in cui gli artisti provano a confrontarsi con il mondo circostante e, in questo senso, si può definire la mostra come uno spazio di dialogo.
Perciò, i temi che saranno affrontati nella tavola rotonda sono: con che modalità e per quali ragioni lo spazio della mostra può o deve essere oggi considerato uno spazio di dialogo? Uno spazio dove la produzione di opere d’arte non può essere disgiunta da un desiderio progettuale dell’artista e da uno suo tentativo di pensare il proprio progetto in relazione al presente. E come il curatore interpreta questa direzione che sembra prendere oggi lo spazio della mostra? Questo può continuare ad essere uno spazio dove curatori e artisti mantengono un dialogo aperto sull’opera d’arte e di cui ridefiniscono, di volta in volta, le regole?
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