The Utopian Display 2005

Incontri sull’attività espositiva contemporanea

Il ciclo d’incontri internazionale The Utopian Display, giunto alla sua seconda edizione, avrà luogo da febbraio a maggio 2005 presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Promosso dalla Nuova Accademia e curato da Marco Scotini e Maurizio Bortolotti, il progetto cerca di indagare i modelli espositivi contemporanei, concentrando la propria attenzione sulle possibili relazioni tra ambito artistico e sfera sociale.

L’importanza di tale discussione nasce dalla convinzione che negli ultimi decenni il dibattito artistico si sia sviluppato soprattutto attraverso la produzione di mostre su scala globale. Mostre che spesso sono anche una riflessione sull’idea di esposizione, una decostruzione dei ruoli e dei contesti espostivi, una messa in scena di modelli o piattaforme alternative alla pratica tradizionale dell’esporre le opere d’arte.

Interrogarsi oggi sui modelli espositivi attraverso i quali si costruisce e stabilisce un’idea di opera d’arte contemporanea e’ una delle questioni fondamentali per comprendere il dibattito artistico attualmente in corso. Affrontare la questione del significato della “mostra utopica” puo’ avere, percio’, un valore provocatorio, ma anche rivelare le molte sfaccettature del problema e le diverse valenze che la produzione di mostre puo’ assumere. La “mostra” e’ uno spazio reale o virtuale? Oppure e’ uno spazio al condizionale?

Il panorama artistico contemporaneo, a causa dell’emergere sempre piu’ evidente di culture differenti sulla scena mondiale e in rapporto alla sempre maggiore complessità del lavoro artistico, si presenta con molteplici livelli di sensibilità che talvolta si intrecciano e si sovrappongono, seguendo percorsi differenziati. Pertanto, un possibile approccio alla conoscenza dell’ambito artistico contemporaneo e’ certamente determinato dal riconoscimento di diversi approcci curatoriali, i quali – a loro volta – provano a definire e a far convergere le sensibilità sul campo.

L’espressione, The Utopian Display, allude ad un possibile tema attorno al quale sviluppare un discorso sulla pratica artistica contemporanea e, nello stesso tempo, vuole essere una sollecitazione che lascia spazio aperto alla molteplicità delle possibili interpretazioni che gli stessi curatori invitati intendono dare di esso.
La definizione di “mostra utopica” puo’ cosi’ essere intesa come quella in cui si esprimono, in ambito artistico, le idee politiche o le istanze immaginarie e di liberazione dell’individuo, oppure puo’ essere interpretata come la mostra “ideale” che ogni curatore ha per modello, o qualcosa d’altro ancora.

Il titolo vuole anche offrire un nucleo di aggregazione per una riflessione attorno al dibattito curatoriale contemporaneo che non si perda in teorie separate dall’attività operativa, ma che entri direttamente nel pieno di questa attività.

Con esso s’intende fornire indicazioni utili alla comprensione dei discorsi sull’arte contemporanea, che sempre piu’ passano per l’organizzazione delle mostre e s’intrecciano strettamente con essa.

Un primo obiettivo di questa serie di conferenze e’ quello di provare a tracciare una mappa dell’attività curatoriale contemporanea, indagando l’attualità dell’orizzonte artistico. Abbiamo percio’ preferito un lavoro da cartografi, attraverso il quale cercare di individuare una serie di linee curatoriali tra le molte possibili. In questa serie di conferenze ne abbiamo riconosciute almeno tre. Tutte convergono o si toccano nella definizione di “mostra utopica”, assumendo le seguenti connotazioni: politica, estetica e legata all’immaginario sociale.

Nella connotazione politica, l’utopia e’ il luogo dell’arte in cui si sperimentano un diverso modo di stabilire relazioni sociali tra le persone e il loro conseguente agire politico. In quella estetica, l’utopia prende il volto dell’ideale di opera d’arte che passa attraverso la sensibilità personale del curatore, che trova nella “percezione sensibile” il nucleo di aggregazione e di interazione con il contesto attuale. Nell’interazione con l’immaginario sociale, l’utopia e’ il terreno non ben precisato in cui l’opera d’arte incontra le istanze immaginarie che spingono le società contemporanee alla trasformazione divenendone una forte riserva di senso.

Dopo il successo dello scorso anno con la partecipazione di Carlos Basualdo, Hans Ulrich Obrist, Pier Luigi Tazzi e Daniel Birnbaum The Utopian Display vede quest’anno la partecipazione di Catherine David, Hou Hanru, Vasif Kortun, Jens Hoffmann, Roger M. Buergel, in una serie di incontri che si terranno da febbraio a maggio del 2005. Gli ospiti di quest’anno rappresentano altrettante figure interessanti e innovative del panorama attuale con i quali riflettere sui cambiamenti che stanno avvenendo nella scena artistica internazionale in questi ultimi anni. Trasformazioni che esercitano la loro influenza anche sulle pratiche curatoriali, che sono un ago sensibile del mutare delle concezioni dell’opera d’arte in rapporto ai mutamenti della società contemporanea.

Il ciclo di conferenze nasce anche come supporto al Dipartimento di Arti Visive della NABA.

CALENDARIO CONFERENZE 2005

Catherine David 16 Febbraio
Hou Hanru 23 Marzo
Jens Hoffmann 13 Aprile
Roger M. Buergel 4 Maggio
Vasif Kortun 11 Maggio

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conferenza di Catherine David
conferenza di Catherine David
conferenza di Catherine David
conferenza di Catherine David
conferenza di Hou Hanru
conferenza di Hou Hanru
conferenza di Hou Hanru
conferenza di Hou Hanru
conferenza di Hou Hanru
conferenza di Jens Hoffmann
conferenza di Vasif Kortun
conferenza di Vasif Kortun
MIART 2008

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